Da un metro in giù – Fausto Melotti per i più piccoli

 

Per guardare un quadro
serve una sedia.
Paul Klee

 “Da un metro in giù” è il titolo che la Fondazione Cosso e il progetto artistico Avant-dernière pensée hanno scelto per l’allestimento della mostra dedicato ai più piccoli.

Una mostra non è solo un’esposizione di oggetti, un’elencazione visiva di opere d’arte ma è, soprattutto, il luogo di incontro con quegli oggetti e con quelle opere d’arte che, proprio nell’incontro, si fanno tramite di esperienze, significati, ricordi e rimandi all’identità di ciascuno.

Come sembra suggerire Paul Klee, ciò che prova a indicarci un oggetto d’arte non è sempre immediato, comprensibile, spontaneo. Spesso occorre attenzione per guardare in profondità, serve il raccoglimento del silenzio, servono occhi abituati all’osservazione o menti pazienti che abbiano familiarizzato con un preciso e denso linguaggio.

Serve una sedia, serve il tempo.

Forse, però, oltre alla pazienza e al tempo, può essere utile una sedia che sia ogni volta nuova e differente per ciascuno, una sedia che abbia la giusta altezza o distanza da ciò che stiamo provando a guardare.

“Da un metro in giù” è il tentativo di costruire una sedia adatta a un punto di vista differente da quello cui, spesso, le esposizioni ci invitano: un punto di vista a misura di bimba o di bimbo, che possa contribuire alla loro relazione con le opere d’arte e alla loro esperienza di visita.

Il titolo “Da un metro in giù” indica un preciso luogo nella mostra che sia raggiungibile dalle loro mani, dal loro sguardo, chiaramente individuabile e riconoscibile; spazi di espressione e di gioco, pereti tattili, contributi multimediali che possano contribuire a rendere divertente questa esperienza; una prospettiva di incontro con le opere e, insieme, un luogo espositivo per le loro creazioni, uno spazio non circoscritto a una sala didattica, ma diffuso lungo tutto il percorso espositivo.

Questo progetto è la speranza di costruire, insieme alle piccole visitatrici e ai piccoli visitatori, alle loro famiglie, agli insegnanti e alle loro classi, una sedia su cui, oltre a stare seduti, ci si possa dondolare, scoprendo, senza cadere, la magia, lieve, dell’equilibrio.