Il Castello di Miradolo

Il Castello di Miradolo e il suo Parco hanno origini settecentesche, ma è a partire dagli anni venti dell’Ottocento che vivono la loro epoca d’oro grazie a una donna di grande forza e intraprendenza: “Babet”, Maria Elisabetta Ferrero della Marmora, sposa di Maurizio Massel, secondo marchese di Caresana. Grazie a lei il Palazzo di Miradolo è rinnovato e le decorazioni sono rivisitate in stile neogotico, come ancora oggi si può osservare.

Negli anni Trenta dell’Ottocento viene costruita la Citroniera, i confini del Parco si ampliano e l’assetto è progressivamente completato secondo il gusto romantico.

Dall’unione della marchesa Teresa Massel con Luigi Cacherano di Bricherasio, sposi nel 1866, nascono Sofia ed Emanuele, due personalità di spicco nella società piemontese, le cui attività hanno influenzato la storia italiana del ‘900.

Il conte Emanuele Cacherano di Bricherasio, brillante tenente, è cofondatore dell’ACI e della FIAT.

La Contessa Sofia, pittrice e allieva di Lorenzo Delleani, fece di Palazzo Bricherasio, a Torino, la propria dimora torinese e del Castello di Miradolo la propria dimora estiva. Questi luoghi divennero veri e propri cenacoli artistico/culturali, che accoglievano artisti, intellettuali e personaggi di rilievo nella storia Piemontese, tra cui lo stesso Delleani, lo scultore Leonardo Bistolfi, il compositore e pianista Alfredo Casella, il capitano di cavalleria Federico Caprilli, il pittore Vittorio Avondo.

Alla sua morte, avvenuta nel 1950, la contessa Sofia, ultima erede della famiglia, lasciò il Castello di Miradolo e altre proprietà ad una congregazione religiosa.

Nel 2007 l’intero complesso del Castello di Miradolo, in grave stato di abbandono a partire dagli anni Novanta, viene acquistato da un gruppo di privati. La nuova proprietà, col desiderio di riportare alla luce le origini del sito e di restituire al territorio la sua storia, avvia un imponente progetto di restauro e affida alla Fondazione Cosso l’organizzazione di attività che possano renderlo, come ai tempi della Contessa, punto di riferimento culturale, laboratorio di idee e luogo di incontro, cercando di creare un ponte tra il fermento intellettuale dell’epoca di Sofia di Bricherasio e la realtà culturale odierna.

Sia il Castello che il Parco, sono sottoposti a vincolo di tutela del patrimonio di interesse storico-artistico fin dal 1931.

 

I restauri del Castello di Miradolo

Nel 2008, anno in cui la Fondazione Cosso si assume l’impegno di ridare vita al Castello di Miradolo, iniziano i lavori di restauro dell’edificio con lo scopo di permettere l’ apertura della struttura al pubblico.

Poco alla volta sono stati recuperati gli spazi e le tracce, ancora presenti all’interno dell’edificio, che testimoniano la storia dell’architettura del luogo. Particolare attenzione è stata posta al restauro degli affreschi settecenteschi e ottocenteschi che ornavano tutte le sale e che furono ricoperti da pittura acrilica nella seconda metà del Novecento, dopo la morte della contessa Sofia.

La struttura esterna della parte nobiliare del Castello si fa risalire al restauro in chiave neogotica che l’edificio ha subito negli anni ’30 dell’Ottocento. L’intervento ottocentesco ha seguito un disegno globale, armonico ed equilibrato, sia sull’impianto architettonico, sia su quello decorativo dell’intero palazzo.

Gli interventi di restauro, che si sono svolti dal 2008 a oggi, hanno interessato il piano terra e il primo piano di entrambe le maniche nobiliari, la facciata ovest del cortile interno, la serra neogotica posizionata lungo la facciata sud-ovest, le coperture dell’intera struttura.

Nel 2009, durante il recupero del primo piano della manica sud-est, è stato possibile ripristinare le originarie volumetrie delle sale, abbattendo i tramezzi interni che le dividevano in piccoli locali. Il braccio a nord, anch’esso ad oggi del tutto restaurato, è costituito da una doppia manica di locali ed è stato recuperato nel suo impianto originario.

È tutt’ora in corso il recupero architettonico e decorativo di alcune sale storiche ed è di prossimo avvio il restauro dell’antica cascina.

Grazie ai lavori di restauro sono stati ricavati diversi ambienti utili alla nuova destinazione d’uso e si è ripristinata l’originale divisione interna degli spazi, riattando l’antica volumetria delle sale storiche. Sono state inoltre create, al piano terra, un’elegante caffetteria, la biglietteria e il bookshop, dove sono consultabili diversi volumi specialistici di arte, architettura e di argomento naturalistico e paesaggistico.