Il Parco

Il Parco che circonda il Castello di Miradolo ha un’estensione di oltre sei ettari e, ancora oggi, lascia trasparire gli orientamenti progettuali e il gusto di chi ha iniziato a delinearlo a fine Settecento, e di chi poi ne ha proseguito la creazione, nella prima metà dell’Ottocento, espandendone la superficie al fine di arricchire la nobile dimora e a discapito di vigne e frutteti. In questo periodo, infatti, il Parco cambia il suo assetto e assume le sembianze paesaggistiche tipiche del carattere romantico, in accordo con il gusto dell’epoca.

Dopo il periodo di grande fulgore della prima metà del Novecento, a seguito della morte della Contessa Sofia e soprattutto a partire dal secondo dopoguerra, continui rimaneggiamenti hanno modificato l’aspetto originario del Parco. A questa fase di incurie seguì un periodo di totale abbandono iniziato alla fine degli anni ’90 del secolo scorso e terminato nel 2007, quando cambia la proprietà del Castello e del Parco di Miradolo e la Fondazione Cosso inizia la sua attività.

Ispirato al giardino informale di gusto tipicamente inglese, questo Parco si caratterizza per una forma vagamente ovale, la cui regolarità è variata da anse di vegetazione che si trovano intorno al vasto prato centrale. È attraversato da sentieri ghiaiosi e da un sistema, ancora oggi in uso, di “bialere” collegate al fiume Chisone.

Nel Parco del Castello di Miradolo sono presenti ben 1700 alberi di diversa dimensione e pregio, con almeno una quarantina di esemplari di grande importanza storico-botanica. Il giardino accoglie 70 specie e varietà, che si ritrovano in gruppi più o meno densi, piccoli boschetti e singoli alberi isolati, utili a sottolineare e delimitare ampie radure prative.

Nell’agosto del 2007 il Parco è stato inserito nell’elenco ufficiale dei giardini storici sottoposti a tutela della Regione Piemonte.

 

Il giardino all’inglese

Il giardino all’inglese si sviluppa nel corso del Settecento. Al contrario dei giardini geometrici, per definire e circoscrivere lo spazio non ci si avvale più di elementi come fondali, quinte arboree o prospettive, ma si accostano e si avvicendano elementi naturali e artificiali che chi passeggia scopre: un luogo in cui la natura non è mai incolta, anche se assume un carattere selvaggio.

In Italia, nel Rinascimento, gli architetti avevano esteso alla Natura la visione di uno spazio razionale basato sulla chiarezza di moduli geometrici. Lo spazio, cioè, veniva scandito secondo le stesse regole prospettiche applicate alla progettazione degli edifici. I giardini all’italiana erano ordinate scacchiere disegnate con precisione geometrica.

 

Azioni intraprese sul Parco dal 2008 a oggi         

Dal 2008 ad oggi le azioni intraprese nel Parco sono state finalizzate, in primo luogo, ad una selezione generale dei soggetti vegetali presenti, improntata a criteri sia di tipo forestale, sia di tipo ecologico-paesistico. Ci si trova infatti all’interno di un contesto naturale in continua trasformazione e caratteristico per il suo profilo storico, la cui conservazione, più che come intervento diretto, andrebbe intesa quale atto di tutela. In tale senso, una volta individuata filologicamente la configurazione di riferimento, si è inteso lavorare per generare e indurre, all’interno dei vari comparti, popolamenti in grado di perpetuare la propria identità nel modo più naturale possibile.

Appena insediata nel Castello di Miradolo, la Fondazione Cosso ha predisposto una approfondita verifica, da parte di soggetti specializzati, delle condizioni di conservazione strutturale della zona e dello stato di salute degli esemplari arborei del Parco, che ha fatto emergere una condizione molto precaria.

Si è provveduto quindi alla sistematica pulitura dalle infestanti, alla rimozione dei rami e degli alberi caduti, all’eliminazione delle piante fortemente degradate, alla ricostruzione dei cancelli, delle colonne e del muro di cinta che delimitano la proprietà, alla messa in sicurezza di tutta la zona, alle verifiche statiche e di salute dei grandi alberi, che garantiscono tuttora la sicurezza dei luoghi.

Questa prima fase manutentiva ha permesso di fare riemergere i tratti distintivi che hanno reso questo Parco un notevole esempio di giardino all’inglese sul territorio piemontese.

Successivamente, contemporaneamente alle operazioni di manutenzione e conservazione, si è provveduto all’analisi di tutta la componente arborea. A seguito di questa analisi, dal 2013 si è intrapresa la fase di restauro e ripristino, nel rispetto del monumento e del contesto ambientale in cui è inserito, delle specie vegetali storiche già presenti e di quelle ora assenti ma attestate nei documenti storici. Gli arbusti e i grandi alberi che sono stati messi a dimora dal 2013 sono stati scelti ispirandosi a principi filologici ed ecologico-paesistici, con l’utilizzo di specie autoctone in linea con la tendenza al collezionismo arboricolo tipica delle epoche passate.

 

Approfondisci “Invito al Parco”, il progetto di valorizzazione e promozione del Parco storico del Castello di Miradolo.

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