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Orti di primavera

12 aprile 2023

Chi è appassionato di verde lo sa: ad aprile ci sono due orti.
L’orto in superficie freddo e misero che, fresato di fresco, sembra inerme e privo di vita.
Questo è un orto per gli amanti della geometria su cui spiccano, come tanti soldatini, i primi ciuffi verdi di aglio e cipolla, i timidi turioni dell’asparago o qualche tarassaco sfuggito al diserbo autunnale. Nell’Orto del Castello fanno capolino i primi fiori di Azzeruolo, un po’ in anticipo a causa della stagione secca; poco altro ravviva la vista della terra nuda e spoglia. Solo i primi ricacci dell’erba cipollina e del dragoncello regalano qualche piccola gioia nei toni del verde. Una menta che è nata proprio dove non dovrebbe, come è nella sua natura, è una gioia a metà.
Non bisogna dimenticarsi, però, che ad aprile ci sono due orti.
C’è anche l’orto sotto la superficie, in quello sì che c’è vita e calore!
Sotto la terra che sembra assopita, un esercito lavora alla preparazione della stagione produttiva: i funghi allungano le ife alla ricerca di sostanza organica e arricchiscono il suolo di elementi essenziali per la crescita delle colture; i piccoli semi di ravanelli e carote assorbono acqua fino alla metà del loro peso, pronti a germinare; le radichette delle piantine appena interrate, crescono e si ramificano alla ricerca di stabilità e nutrienti.
Spesso ignari di tutto questo, ci lamentiamo dell’orto di sopra triste e spoglio, mentre l’orto di sotto cresce e prospera. E allora vorremmo vangare, zappare, legare, annaffiare, trapiantare, piantare, seminare, concimare, sarchiare, pulire, diserbare, cogliere e invece possiamo solo aspettare. Aspettare che la stagione faccia il suo corso, che il terreno sia caldo abbastanza, che l’aria sia sufficientemente frizzante e che la primavera arrivi sul serio anche qui. Che la primavera si sa, alla fine arriva anche qui.
E allora passate a trovare il nostro orto, anzi i nostri orti. Gioveranno di sicuro della vostra visita di incoraggiamento, perché a volte l’orto non è solo una questione di temperatura, di vanga o di zappa.
A volte è una questione di cuore.

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