Il Castello

IL CASTELLO DI MIRADOLO

Per la realizzazione dei suoi progetti, la Fondazione Cosso ha a disposizione gli spazi in via di recupero del Castello di Miradolo che, dopo decenni di incuria e abbandono, è attualmente oggetto di un imponente programma di restauro, condotto da un gruppo di privati la cui passione per il pinerolese prende forma nella volontà di restituire dignità a un complesso architettonico storicamente inserito nel territorio.
Il Castello di Miradolo è un edificio situato all’imbocco della Val Chisone, costituito da una parte nobiliare e da una parte rustica, il cui impianto risale al XVII e XVIII secolo e fu successivamente ridisegnato e ampliato nella seconda metà dell’Ottocento.

il-castello-di-miradoloAl fine di valorizzare il complesso architettonico, è stata intrapresa un’approfondita ricerca storica finalizzata alla ricostruzione della memoria del luogo, sia attraverso le fonti archivistiche, che attraverso le più recenti testimonianze orali. Le prime notizie certe legano la storia del Castello, inizialmente ricordato come una semplice “cassina”, alla famiglia dei Macello i quali, pur non possedendo alcun feudo, erano i maggiori proprietari del territorio. Giovanni Battista Macello cambiò il nome della propria famiglia da Macello in Massel e successivamente ampliò i propri possedimenti, acquistando il Marchesato di Caresana.
Nel 1866 la Marchesa Teresa Massel si sposò con Luigi dei Conti Cacherano di Bricherasio, il quale come dono di nozze alla sposa, fece ristrutturare l’antica e rustica “cassina” di campagna, trasformandola in residenza nobiliare di gusto neogotico, quella che ancor oggi possiamo vedere.
Dall’unione tra i due nacquero Sofia ed Emanuele. Quest’ultimo, morto prematuramente nel 1904, fu tra i soci fondatori della FIAT, prima grande azienda automobilistica italiana. Sofia, ricordata per il suo impegno intellettuale e sociale, fu allieva del pittore Lorenzo Delleani, ospite abituale nel cenacolo culturale sorto attorno alla Contessa stessa.
Questa, ultima erede della famiglia, morì nel 1950 lasciando il Castello di Miradolo alla Provincia religiosa di San Marzano di don Orione, che rese il palazzo una casa per esercizi spirituali. Negli anni a seguire furono effettuati una serie di interventi non sempre rispettosi dell’impianto originario e infine la proprietà fu abbandonata.
Nel 2007 l’intero complesso è stato acquistato da un gruppo di privati. Gli interventi di recupero ne hanno permesso la riapertura al pubblico nell’ottobre del 2008 e proseguono con lo scopo di riproporre l’edificio come sede di quel “cenacolo culturale” che ne animava gli spazi nella prima metà del Novecento.